Il settore dei viaggi è stato sempre un settore che ha risentito delle situazioni esterne.

Specialmente nel corso degli ultimi anni, diversi fattori hanno messo a dura prova la libertà insita nel viaggiare e di conseguenza hanno creato delle crisi nel settore della distribuzione turistica.

Fenomeni di terrorismo internazionale, dall’11 settembre 2001 che mise il mondo sull’orlo di un conflitto mondiale, e a seguire la serie di attentati terroristici che hanno colpito importanti mete del turismo (Mar Rosso, città europee, luoghi esotici).

Il settore ha dovuto anche fare i conti con fenomeni atmosferici e situazioni imprevedibili come fu lo Tsunami.

Ci sono state anche tragedie come quella della Costa Concordia che oltre al numero delle vittime, provocato dalla scellerata manovra del Comandante, compromise per mesi il settore delle Crociere.

Probabilmente altri settori non avrebbero resistito a così tante sfide.

Il comparto delle agenzie di viaggi e dei tour operator, è riuscito a resistere e a superare le enormi crisi.

Bisogna anche dire che molte agenzie e molti tour operator non abbiano potuto continuare e si sono visti costretti a chiudere, con tutte le conseguenze implicite nella chiusura di un’attività.

Mai avremmo potuto immaginare che ci aspettava una sfida ancor più forte di tutte quelle già affrontate.

Il virus partito dal lontano Oriente, visto inizialmente anche su indicazioni di una parte di organi sanitari come una “normale influenza” si è poi trasformato in un maledetto male che ha colpito quasi tutto il mondo, portando al fermo assoluto di ogni attività legata al viaggiare.

Ogni Stato ha reagito con i mezzi a disposizione e per quanto ci riguarda, il settore delle agenzie e dei tour operator non ha ricevuto grandi sussidi, come del resto tante altre attività penalizzate dal Covid 19.

Le agenzie sono scese in piazza, per la prima volta creando delle grandi unioni, per dissentire e manifestare contro le Istituzioni. Abbiamo avuto un riflesso in alcune trasmissioni televisive, in alcune testate giornalistiche, siamo in attesa che arrivi qualche altro sussidio.

Inevitabilmente ci saranno delle realtà che non riusciranno a “varcare il Rubicone” e si vedranno costrette a chiudere.

Questo non significa che il turismo è morto.

Il turismo sta riprendendo gradualmente, molte agenzie hanno riaperto, i tour operator stanno studiando tutte le formule possibili per favorire l’acquisto della vacanza e mettere in sicurezza alberghi, navi da crociera, villaggi turistici.

Si stanno studiando nuove formule di proposte per vacanze di prossimità, alla riscoperta della nostra bella Italia.

Si è sempre detto che dalle crisi possono nascere nuove idee.

In questo periodo, c’è stato e continua a esserci una tendenza anche tra agenzie di viaggio di creare strategie comuni, delle unioni, dei progetti per creare un modo nuovo di continuare a fare il “mestiere” dell’agente di viaggi.

Dico mestiere perché ritengo che gli agenti di viaggi possano essere assimilati a degli artigiani nel senso più bello della parola. Gli agenti di viaggi ascoltano i clienti e insieme con loro creano un prodotto che in questo caso è il viaggio.

Interpretando l’esigenza della condivisione strategica e del tornare a fare quel lavoro che è nel DNA di ogni agente di viaggi che si possa fregiare di questo titolo, è nato il progetto Coworking – Maestri di viaggio di cui si parla in altro articolo.

(Autore Carlo C.)